La casa editrice Omero pubblica la sceneggiatura in forma di romanzo del film omonimo.
Più che consigliarne la lettura, consiglio, a chi non l'abbia già fatto, di guardre il film. Realmente imperdibile!
Il deserto dei bambini*Il venticinque settembre milleduecentosessantaquattro, sul far del giorno, il Duca d'Auge salì in cima al torrione del suo castello per considerare un momentino la sua situazione storica. La trovò poco chiara. Resti del passato alla rinfusa si trascinavano qua e là. Sulle rive del vicino rivo erano accampati un Unno o due; poco distante un Gallo, forse Edueno, immergeva audacemente i piedi nella fresca corrente. Si disegnavano all'orizzonte le sagome sfatte di qualche diritto Romano, gran Saraceno, vecchio Franco, ignoto Vandalo. I normanni bevevan calvadòs.Il Duca d'Auge sospirò pur senza interrompere l'attento esame di quei fenomeni consunti.Gli Unni cucinavano bistecche alla tartara, i Gaulois fumavano gitanes, i Romani disegnavano greche, i Franchi suonavano lire, i Saracineschi chiudevano persiane. I normanni bevevan calvadòs.
"Lo sviluppo del grande commercio e dell'economia monetaria pone all' Europa cristiana grossi problemi religiosi. Il maneggio del denaro e l'arricchimento, il prelievo da parte del mercante di un interesse -una forma di vendita del tempo, che secondo la Chiesa appartiene soltanto a Dio- Fanno del mercante un usuraio [...]. Un lungo lavoro di separazione delle operazioni lecite dalle illecite -compiuto soprattutto da domenicani e francescani- permise al mercante cristiano di sviluppare pratiche precapitalistiche e di acquisire il diritto di cittadinanza e prestigio. [...] quest'adattamento ideologico e psicologico della religione all'evoluzione economica, quest'apertura del sistema di valori cristiano al capitalismo nascente costituiscono una delle principali condizioni storiche dello sviluppo dell'Europa occidentale".
"Un italiano che non legge Alfieri è scemo"