lunedì 14 maggio 2012

Severina - Rodrigo Rey Rosa

Cosa fa di una buona storia un buon libro? Difficile dirlo con certezza. Certamente il gusto nell'uso della lingua, l'attenzione al ritmo; anche un dominio dell'armonia e dello spazio, quella stessa capacità che hanno i compositori nell'unire i suoni, o i pittori nel riempire le tele. Rey Rosa possiede il dono della scrittura e questo libro (in Italia per Feltrinelli) ne è l'ennesima dimostrazione: 100 pagine, praticamente un racconto lungo, ma così vivo e sensuale!

Una storia d'amore e di lettura. Un personaggio di cui è impossibile non innamorarsi: Severina - che nome evocativo!- che ruba libri per poi leggerli.


martedì 8 maggio 2012

Le grand secret - René Barjavel


Questo libro me l'ha appioppato la mia insegnante di francese. Non ho avuto cuore di dirle che sono piuttosto esigente in fatto di libri e quindi, con riluttanza e lentezza, ho cominciato a leggerlo, tanto per esercitare il mio francese stentato...
Bé, pensavo peggio!


È una storia di fantascienza che si svolge tra gli anni '50 e '70 del Novecento ed arriva a coinvolgere i grandi capi di stato dell'epoca, da Kennedy a De Gaulle, da Mao a  Khrushchev.
Ogni tanto dei momenti un po' sciatti lo fanno sembrare la sceneggiatura di una fiction della Rai; per il resto è una lettura scorrevole e l'idea di base è molto ingegnosa. Tutto ruota attorno alla scoperta di un misterioso farmaco i cui effetti non svelerò: è il gran segreto. Chi volesse scoprirlo dovrà cercare l'edizione francese perché in Italia non viene pubblicato.


venerdì 20 aprile 2012

Le storie di Arturo Bandini - John Fante


Einaudi pubblica in un unico volume i 4 romanzi di John Fante che raccontano le avventure di Arturo Bandini, alter ego dell'autore: Aspetta primavera, Bandini - La strada per Los Angeles - Chiedi alla polvere - Sogni di Bunker Hill.

Le storie si svolgono tra il Colorado e Los Angeles, non sono consequenziali, sono state scritte a molto tempo di distanza l'una dall'altra; la seconda è stata pubblicata postuma; i personaggi secondari, come i familiari di Arturo, non coincidono mai da un romanzo all'altro: in uno il  protagonista è orfano di padre, in uno ha una sorella, in un altro due fratelli maschi. Ma lui è sempre lo stesso, pazzo mangiatore di fiammiferi, assassino di granchi, irruento, impacciato e violento, tanto ossessionato dalle donne quanto maldestro nelle relazioni. Ci si appassiona a questo personaggio con slancio e si imparano a conoscere le sue reazioni spropositate, i suoi sogni di gloria, la sua inadeguatezza. E anche la spavalderia e la vergogna di sentirsi un immigrato italiano. In alcuni momenti è impossibile trattenere gli accessi di riso, in altri (molto più numerosi) si è travolti da un senso acuto di vergogna altrui. 
Fra i quattro il romanzo più celebre e più celebrato è il terzo, Chiedi alla polvere, tuttavia io preferisco l'ultimo, Sogni di Bunker Hill, disperato e poetico, scritto quando John Fante era ormai consumato dal diabete che lo avrebbe ucciso, eppure fresco e candido come se l'avesse scritto davvero il ventenne Arturo.
Andai alla macchina per scrivere e mi ci sedetti davanti. La mia idea era di scrivere una frase, un'unica frase perfetta. Se avessi potuto scrivere una bella frase avrei potuto scriverne due, e se avessi potuto scriverne due avrei potuto scriverne tre, e se avessi potuto scriverne tre avrei potuto scrivere per sempre. 


martedì 10 aprile 2012

Thérèse Raquin - Émile Zola

Questo è il primo libro che leggo in francese, ma credo di averlo capito abbastanza bene: parla d'amore! Ok, non proprio...

È un dramma che fin dalla prima pagina prepara la tragedia finale, avvincente e ipnotico come solo può esserlo il Male. Zola, non sta a me dirlo, è un vero genio della letteratura e questo libro, che procede sui binari del romanzo ottocentesco, riesce anche a sorprendere in alcuni punti il lettore di oggi. Come quando la descrizione dei quadri dipinti da Laurent (uno dei protagonisti) sembra annunciare le oscure trasfigurazioni di Francis Bacon.


venerdì 30 marzo 2012

Amsterdam - Ian McEwan

Un romanzetto feroce e grottesco che nasconde, dietro una storia di gelosie e vendette, una riflessione su alcuni temi etici fondamentali come la deontologia o l'eutanasia. Forse un po' troppo per 170 pagine.

McEwan possiede una padronanza chiara della tecnica narrativa e alcune pagine sono davvero eccellenti, soprattutto quando parla della musica (uno dei protagonisti è un compositore di successo):
questo piacere al tempo stesso così sensuale e astratto, il trasferirsi nell'aria vibrante di questo non-linguaggio il cui significato restava per sempre irraggiungibile, sospeso come un supplizio di Tantalo là dove si fondono emozione e intelletto.

Tuttavia questo libro non riesce ad esprimere a pieno quella atmosfera carica e vischiosa resa così magistralmente in Cortesie per gli ospiti.


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