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martedì 2 ottobre 2012

Vino e Pane - Ignazio Silone


Romanzo dell'esilio: un esilio totale e impossibile che si riflette nella storia personale dell'autore.

Un racconto sentito, una narrazione semplice e salda. Valori morali da vangelo laico.
Non è un libro che trasporti il lettore. In effetti mentre lo leggevo mi sono accorto che l'avevo già letto non molto tempo fa anche se non mi aveva lasciato molto.
Più interessante è invece la riflessione sulla storia personale dell'autore, i suoi ripensamenti, l'allontanarsi dal marxismo, fino alla rinnegazione totale, durante gli anni del maccartismo.

Anche Annah Arendt ha riflettuto sulla sua parabola, a riprova del fatto che Silone ha suscitato molto più interesse all'estero che in Italia. E di nuovo il tema dell'esilio...


venerdì 6 luglio 2012

L'infinito viaggiare - Claudio Magris


Avevo letto un altro di libro di Magris e non mi aveva particolarmente colpito. Ora credo che avessi sbagliato i tempi.
Leggendo quest' Infinito viaggiare -raccolta di appunti in cammino- mi sono reso conto che la scrittura di Magris chiede al lettore tempo.

Normalmente, con altri libri, più si legge e più la storia avanza. In questo caso avviene esattamente il contrario: meno si legge e più il lettore è libero di spaziare, di continuare da solo il viaggio suggerito. 

È un mese che leggo -senza stancarmi- questo libro, poche pagine al giorno, e continuo a sottolineare, ad annotare a margine, a ricopiare, ad ricercare quello che in queste pagine viene indicato con semplicità, senza imposizioni, per evitare "il torto del professore, che vuole sempre insegnare e spiegare qualcosa, anziché semplicemente mostrarla, come fa la poesia". 


venerdì 8 giugno 2012

Omaggio alla Catalogna - George Orwell

Nonostante io viva in Catalogna già da diversi anni, ho scoperto questo libro guardando un vecchio programma della Rai con Fruttero e Lucentini. Paradossalmente questo libro non è molto conosciuto nella regione a cui  è dedicato.

George Orwell, pseudonimo di Eric Arthur Blair, inglese di origine indiane, all'età di 33 anni, con 5 libri già pubblicati alle spalle e qualche articolo piazzato su Le monde, decide di recarsi in Spagna per partecipare alla guerra civile, scrivere qualche articolo da vendere ai giornali inglesi e combattere il fascismo. Questa, in breve, la storia. Ma il valore reale di questo diario di guerra è la mancanza di retorica nel descrivere le vicende. Le condizioni precarie dei miliziani, la mancanza di qualsiasi addestramento militare, gli armamenti scarsi e anacronistici, vengono raccontati con un'attenzione che diventa spesso comica. Oltre a ciò illustra da un punto di vista privilegiato la guerra interna (gurra vera) fra le diverse fazioni antifasciste: una selva di sigle, organizzazioni, gruppi, in cui è impossibile orientarsi e a cui l'autore dedica un'appendice alla fine del libro.
La lucidità delle riflessioni di Orwell è sorprendente soprattutto se si considera che il libro venne pubblicato nel 1938, prima della fine della guerra civile spagnola, prima della Seconda Guerra Mondiale, prima della rivoluzione cubana, prima della guerra fredda,...

Un governo che manda al fronte dei quindicenni, con fucili vecchi di quarant'anni, e tiene in retrovia gli uomini piú robusti e le armi piú nuove, ha evidentemente piú paura della rivoluzione che dei fascisti. Ecco il perché della fiacca politica bellica degli ultimi sei mesi e del compromesso con cui quasi certamente la guerra avrà fine.

È di questi giorni la notizia dell'ascesa politica del partito neonazista greco. Io ho l'età di Orwell quando partì per la Spagna: se tentassero un colpo di stato sarei disposto ad andare a giocarmi la vita per difendere un ideale?


mercoledì 8 febbraio 2012

Vita - Vittorio Alfieri


Ai tempi del liceo mi appassionai alla tragedia Saul e al tema dello sdoppiamento della personalità nel quale credevo di intravvedere un legame diretto con il teatro di Pirandello. La fiamma di questa mia passione si affievolì ben presto e da allora la mia frequentazione con l'Alfieri si è limitata a occasionali e rispettosi cenni di saluto al busto del letterato astigiano che scruta Roma dalla terrazza del Pincio.

Per me è stato quindi doppio il piacere di leggere questa Vita di Vittorio Alfieri da Asti scritta da esso: il piacere di ritrovare un autore che mi era stato caro e il piacere della scoperta di una prosa sorprendente. L'autore racconta con grande sincerità la sua vita con uno stile leggero e appassionante: il collegio, i viaggi, i cavalli (decine di cavalli!),  gli amori, perfino un duello; la vita di un giovane aristocratico insofferente e  annoiato, ignorante al massimo grado (secondo la sua stessa opinione), capace di esprimersi solo in un francese sgrammaticato e affatto ignorante della lingua italiana, fino alla scoperta della lettura prima e della scrittura poi che sprigionano in lui un desiderio di conoscenza irrefrenabile sostenuto da una volontà stupefacente. Impara in poco tempo e praticamente da autodidatta il latino e il greco, tanto da tradurre fra gli altri Orazio e Pindaro, ma soprattutto matura una padronanza dell'italiano e una grazia nel suo uso dei quali è prova questo libro. L'aspetto più sorprendente di questa lettura è infatti proprio la freschezza di questa prosa di fine '700, audace, comprensibilissima e piena di invenzioni.

Il motivo che mi ha spinto a leggere questo libro è stato un post scritto sul blog nonsoloproust nel quale veniva citata una categorica affermazione di Fruttero e Lucentini:
"Un italiano che non legge Alfieri è scemo"


martedì 27 settembre 2011

Il mondo nuovo - Aldous Huxley


Perché nessuno mi aveva detto di leggere Il mondo nuovo? Mi suonavano il nome dello scrittore e anche quello del romanzo, ma non tanto quanto quelli di Orwell, o di Farenheit 451. Eppure questo romanzo è del 1932 e parla di una società assolutistica basata sul conformismo e sul consumo. Un po' come quella di 1984, ma con una fondamentale differenza: qui non ci sono "cattivi", non c'è il grande fratello. Il fine ultimo della società è il piacere e per raggiungerlo si eliminano l'individualismo e i vincoli di dipendenza diretta, primo fra tutti quello materno. Gli eseri umani vengono riprodotti industrialmente e divisi in caste rigide e condizionati fin dalla nascita (anche da prima, in realtà!) grazie a stimoli fisici e psicologici. Il tutto è descritto con un cinismo senza pari e con grande attenzione ai dettagli tecnici  - Huxley, oltra che scrittore, era biologo. Perfino il protagonista della storia, quello che inevitabilmente si troverà a mettere in dubbio i pilastri del Nuovo mondo, non è un eroe o un malvagio rinsavito come Montag di Farenheit: è un meschino e un vigliacco, uno che aspira a conformarsi e ad avere  piú donne possibile.
Vero colpo di genio sono i nomi dei personaggi, presi liberamente fra grandi capitalisti e grandi socilaisti: Bernardo Marx, Benito Hoover, Lenina Crowne,...


lunedì 13 giugno 2011

Pornografía - Witold Gombrowicz

Una lettura complicata. Confesso che che fino alla pagina 40 non ho capito molto. Ho pensato di abbandonarlo, ma il risvolto di copertina dice che Gombrowicz è "lo scrittore avanguardista più interessante del '900 insieme a Joyce e Kafka", una affermazione troppo impegnativa per essere totalmente infondata. 

Il titolo di questo libro, fortemente voluto dall'autore, è stato la causa di parecchi problemi con la censura: la prima edizione esce in spagnolo nel 1968 con il titolo "la seduzione" (La seducción).
Durante tutta la storia non si consuma nessun amplesso, eppure si respira una sessualità deteriore che giustifica il titolo. Due uomini - uno è il proprio Gombrowicz - che sono in realtà la stessa persona sdoppiata, vengono invitati in una aristocratica casa di campagna in Polonia, durante la seconda Guerra Mondiale. Lì assistono, con la medesima partecipazione morbosa,  a una serie di omicidi e alla relazione sensuale fra due adolescenti. La pornografia è il desiderio dell'età adulta di possedere la gioventù, ma è anche l'oscenità che rappresenta la gioventù agli occhi della maturità.

Gombrowicz è un autore polacco, ma ha vissuto per 24 anni in Argentina (con un curriculum da autentico bohémien) e si può a buon diritto considerare uno dei padri della moderna letteratura in lingua spagnola.
In Italia Pornografia è stato pubblicato da Mondadori del '75 e nel '94 da Feltrinelli. In entrambe le edizioni i nomi dei personaggi sono stati italianizzati: Carlo, Federico, Enrichetta,...!



mercoledì 23 febbraio 2011

L'innocente - Gabriele D'annunzio

Il secondo dei Romanzi della Rosa, nel quale maggiormente si sente l'influenza di Tolstoj e Dostoevskij. Forse perché non ho prestato la dovuta attenzione o forse perché l'ho letto dopo Il sosia e la copia impallidisce davanti all'originale, ma l'ho trovato piuttosto noioso. L'utilizzo di continue fioriture e il ricorso a espressioni come:"Tutti i fantasmi delle illusioni e delle commozioni recenti abbandonarono a un tratto il mio spirito come i fiori d'un albero scosso da una folata gagliarda" più che a Dostoevskij fanno pensare al Conte Swarosky.

Nell'introduzione leggo che questo libro ebbe scarso successo in Italia mentre fu un trionfo in Francia. Mi chiedo se fu merito di una traduzione particolarmente felice o fu piuttosto una di quelle cantonate che prendono ogni tanto i francesi quando pensano di comprendere gli italiani meglio degli italiani stessi...


giovedì 17 febbraio 2011

Il sosia - Fëdor Dostoevskij

Quando no sai che leggere, leggi un classico. 

Questa secondo me è una regola fondamentale: un classico, anche se non ti piace, non ti fa sentire di aver perso tempo. Ma è difficile che non piaccia: in fin dei conti un classico è un libro che è piaciuto a molti durante molto tempo (il riferimento al tempo è necessario: molti successi editoriali sono caratterizzati da un alto gradimento per un periodo limitato di tempo. Non sono classici).

Il sosia viene normalmente inserito fra la produzione minore di Dostoevskij, che l'ha scritto a soli 25 anni. È un libro potente. Mi sento un po' stupido a dare i voti a uno scrittore di questo peso, sicuramente il mio preferito fra i russi insieme a Gogol'.

Un ometto, un burocrate (molto gogoliano), onesto ma socialmente incapace, vede precipitare la propria esistenza in quattro giorni a causa dell'apparizione di un uomo in tutto uguale a lui. 
Il tema del doppio, dell'alienazione, raccontati con un'ironia feroce in un romanzo che fa pensare a Poe, a Kafka, anche a Hitchcock e che sicuramente è servito da ispirazione per L'uomo duplicato di Saramago.


lunedì 14 febbraio 2011

A che punto è la notte - Fruttero & Lucentini

Un giallo raffinatissimo, imprevedibile fino alla fine, anglosassone per stile ma italianissimo per la scelta dei personaggi. Poi: la mafia, una setta religiosa, poliziotti, trafficanti, infiltrati, la Fiat, una Torino da film noir. Che dire di più? È il seguito ideale de La donna della domenica, un altro classico.

Il diario dell'assistente di polizia Pietrobono è una delle cose più divertenti che abbia letto!


martedì 8 febbraio 2011

La Patria, bene o male - Carlo Fruttero, Massimo Gramellini

Divertente, utile, spassoso, commovonte, affilato, arguto sono solo alcuni delgi aggettivi che mi vengono in mente parlando di questo libro. D'altra parte gli autori sono due maestri come Carlo Fruttero (non ha bisogno di presentazioni, ma a chi non lo conoscesse consiglio A che punto è la notte scritto in coppia con Franco Lucentini) e Massimo Gramellini (neanche lui ha bisogno di presentazioni ma visto che ho aperto una parentesi per il suo collega lo farò anche stavolta: è il vice-direttore de La Stampa dove da 15 anni scrive la rubrica, imperdibile, Buongiorno) entrambi torinesi doc. In effetti si nota che è da Torino che guardano all'Italia e proprio da lì inizia il loro racconto.

150 date scelte con un criterio personalissimo, 150 articoli per raccontare la storia dell'Italia unita.

La lunghezza dei capitoli rende questo libro perfetto per essere tenuto in bagno. Questo vuole essere un complimento.


mercoledì 22 dicembre 2010

L'ultimo giorno di un condannato a morte - Victor Hugo


Folgorante, rapido, avvincente.

Il resoconto dell'ultimo giorno prima dell'esecuzione, fino al patibolo, scritto di suo pugno dal condannato, del quale disconosciamo sia il nome che la colpa. Modernissimo.

Mi riprometto di leggere I miserabili. E anche Beccaria, citato nel prologo


I segreti del Vaticano - Corrado Augias

Il più atipico e forse il più avvincente della serie "I segreti di...".

Atipico perché si allontana dal modello della guida turistica per iniziati ma tesse un racconto che spazia con disinvoltura dall'inchiesta giornalistica alla storia dell'arte, in un arco di tempo che va da Costantino a "Reantino" (de Pedis).
Molte storie sono conosciute, altre meno tutte però raccontate con maestria e ben documentate.
Non è certo una sorpresa.

La parte sull'Opus Dei è agghiacciante.


domenica 19 dicembre 2010

Canale Mussolini - Antonio Pennacchi

Molto si è parlato di questo libro, sicuramente a ragion veduta. Ha vinto il premio Strega e segna la conferma dell'autore de Il fascio comunista, da cui è stato tratto il film Mio fratello è figlio unico.
Purtroppo qualsiasi libro letto subito dopo l'Ulisse si trova in una posizione molto complicata, quindi questo condiziona il mio giudizio. Del resto i giudizi sono sempre condizionati dalla situazione contingente, ma non volgio divagare: il libo è molto interessante, si legge molto bene e la lettura appassiona per almeno i tre quarti del testo.

Le pecche sono una leggera sciatteria di fondo che poteva essere evitata. Mi riferisco soprattutto al fatto che ogni due pagine il narratore della storia si rivolge ad uno sconosciuto interlocutore dicendo: Come dice?. Questo "come dice" ripetuto come un mantra risulta un po' irritante. Lo sviluppo della storia è un po' confuso e verso la fine si perde quella tensione che spinge invece a divorare il libro dalle prime pagine. 

Non mi disturba l'apologia del fascismo agreste che invece è l'aspetto più interessante del libro. Mi infastidisce piuttosto il fatto che il libro sembra una bozza, che lo scrittore si sia accontentato di quello che aveva qundo poteva scrivere realmente un gran libro.
Non so se si è capito, ma mi è piaciuto. Abbastanza.


Ulisse - James Joyce

Sì, proprio lui! 
Cosa dire di più su questo testo? Non mi permetterò certo di abbozzare una critica di questo monumento ai caduti della lettura in poche righe dall'alto di un misero blog...
C'è una cosa però che voglio dire: leggere l'Ulisse si può! Ecco come è successo a me.
Quest'estate un'amica mi dice: ho letto l'Ulisse, ne sono rimasta profondamente colpita, è un libro in alcuni punti spudorato.
Quest'aggettivo così bello e così calzante, unito all'umiliazione di dover dire: Io non l'ho letto, sono stati sufficienti a motivarmi. Sì perché ho sempre pensato che non l'avrei mai letto, che non ce l'avrei fatta, che non ne sarei stato all'altezza... che ci vogliamo fare, sono modesto!
Ripeto che non ho intenzione di farne una critica ma mi limiterò a dire che è un testo straordinario, che l'aggettivo spudorato lo descrive bene, che non si può avere la pretesa di comprenderlo a pieno alla prima lettura, ma che nonostante ciò la prima lettura risulta piacevole e appassionante; che non è il libro che più mi ha fatto faticare.
Provateci: se ce l'ho fatta io...
Dimenticavo, la traduzione funambolica di Giulio de Angelis è un'opera d'arte nell'opera d'arte. Si comprende l'estrema ricchezza del testo originale ma non si può non rimanere affascinati dalla resa in italiano.



L'arte della guerra di Sun Tzu


Ho appena terminato la lettura di questo classico e non possono nascondere lo stupore.

Per chi non lo sapesse questo è un manualetto di consigli pratici per generali che si accingano a combatter una guerra. La fortuna di questo testo è legata al fatto che viene adottato dalle scuole di formazione di manager di tutto il mondo oltre ad essere citato in innumerevoli film e serie televisive.
Ciò che più stupisce è la leggibilità di un testo scritto 2300 anni fa.
Lo stile, brevi sentenze che intendono catalogare e interpretare tutto lo scibile, lo rendono arcaico e allo stesso tempo estremamente moderno.
Mondadori ne pubblica un'edizione (a soli 9 euri!) arricchita da tre saggi più una completa esegesi del testo. Mi sembra che più che approfondire il testo lo si voglia semplificare, come se fosse pubblicato non per i lettori ma appunto per i manager in erba....
Ne sconsiglio vivamente la lettura a chi si emoziona troppo facilmente parlando di guerra....


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