A me per lo meno succede...
Questo libro non invoglia alla lettura: 500 pagine scritte con caratteri minuscoli; il titolo è fuorviante: il manoscritto si chiamava "Kant prende fuoco", la prima edizione in tedesco si intitola "Die Blendung" (Abbagliamento), la prima edizione inglese pubblicata a Londra si intitola "Auto da fé" per volontà dell'autore e sempre per sua volontà la prima edizione americana si chiama "The tower of Babel"... Sapere poi che l'autore ha vinto il Nobel e che questo è il suo unico romanzo, induce a pensare di trovarsi davanti a un libro lento e faticoso. Niente di più sbagliato. La narrazione scorre spedita e inarrestabile come una valanga. Una serie di personaggi strampalati e inverosimili, tutti cattivi e irresistibili.
Uno studioso di letteratura orientale -"il più grande sinologo vivente"-, scorbutico e solitario, tanto amante dei libri da sembrare lui stesso fatto di carta. Un giorno decide di sposare per calcolo (sbagliatissimo!) la sua governante, una donna gretta e perfida, che si incaricherà di rendergli la vita un inferno, minacciando l'incolumità sia dello studioso che della sua amata biblioteca. La storia poi si apre ad una galleria di personaggi uno peggiore dell'altro, in un crescendo surreale e esilarante.
Ho comprato questo libro a metà prezzo in una delle numerose bancarelle di libri usati di Torino. Torino è l'unica città che conosca dove è possibile riunire una biblioteca di qualità senza mettere piede in una libreria.