venerdì 6 maggio 2011

Il cavallo di Troia - Christopher Morley

Esilarante e insospettabilmente accurato questo racconto della guerra di Troia fatto da un americano. 
La radio a fare la telecronaca degli scontri, l'"Evening Trojan" a commentare l'andamento dell'economia e le mode del momento. L'azione si svolge tutta o quasi in campo troiano: più che a Omero il libro guarda a Chauser e al "Troilo e Cressida" di Shakespeare.
Per certi versi assomiglia a "Gli affari del signor Giulio Cesare" di Brecht, ma con in più una spiccata predilezione per l'assurdo: sulla bacheca degli annunci di un night dove si ritrovano dopo le battaglie greci e troiani, si legge: 

         SALVE SOLDATINI! Stanchi della guerra? Trascorrete le vostre licenze a Villa del Congedo sulla pittoresca isola disabitata.      Soltanto cervi. Tariffe speciali per i fine-settimana.                    Cucina casalinga, specialità carne suina: trippa, prosciutto fresco, salsiccia campagnola, testina coi cavoli. CIRCE

La traduzione è di Pavese ed è stupefacente la resa delle numerose parti in versi. A questo proposito segnalo che questa edizione (pubblicata da Einaudi per l'Unità nel 1996) è arricchita da una breve quanto preziosa  raccolta di lettere di Pavese all'editore dell'epoca (Bompiani - 1940) sui termini della traduzione.


martedì 3 maggio 2011

Poesia completa - Joan Maragall













ANNO MCMVIII
Caldes d'Estrac*


Giorno quinto di luglio, a mezza sera.
Cielo puro, aria soave, mare calmo e dolce.
Il sole brilla ovunque, gli uccelli cantano,
e s'odono voci d'infanti sulla marina
e, lassù, le campane della domenica.
Io, in memoria di quella principessa
che, con mani fresche e di buon cuore, a Ulisse
del desiato ritorno aprì la via
(forse non senza rancore), voglio ritrarre
i versi divini d'Omero, in un teatro,
per rinfrescarmici il cuore nei meandri
e farmi nuovo il vecchio. E devo l'idea
al poeta più grande di Germania.
Così, talvolta, innamorato, intenta
l'architetto, de l'immortal bellezza
d'antica reggia, farne una casa nuova
per ospitarci il suo amore per sempre.

*La traduzione dal catalano è mia



sabato 30 aprile 2011

Lejos de Veracruz - Enrique Vila-Matas

Vila-Matas è uno dei più interessanti scrittori europei in attività. 

Questo è il quarto romanzo che leggo dell'autore barcellonese e tuttavia non sono entrato nella schiera dei suoi - numerosissimi - adoratori.
Lo stile di Vila-Matas è difficile da classificare, non si capisce mai prima della pagina 100 se stiamo leggendo un romanzo o un saggio; sicuramente è un esempio di quella letteratura che non poggia semplicemente sulla trama, ma piuttosto sulla letteratura stessa. Col rischio a volte di cadere nel manierismo.

In questo libro trovo due commenti su altrettanti scrittori, che descrivono bene lo stile dell'autore. Il primo si riferisce a un personaggio di fantasia, Antonio Tenorio, fratello del protagonista, scrittore di successo e suicida (il suicidio è un tema ricorrente in V-M): 

"Era solito convertire in opere d'arte quei 'ritratti di un momento' dei quali era consumato specialista: quel tipo di disegno letterario che consiste nel racconto di un istante di esaltazione, del momento in cui nasce un pensiero, in maniera sinuosa, in modo inaspettato, nella stretta relazione tra contenuti casuali procedenti dall'ambiente"

L'altro commento si riferisce a Gombrowicz, il cui stile - dice l'autore - consiste nel "mescolare gli eventi narrativi con un tema vicino al saggio letterario e, servendosi della sua non trascurabile immaginazione e della sua capacità di associazione delirante e gratuita fra le cose più disparate, risolvere il testo con un pensiero finale, a volte brillante e intelligente ma altre, bisogna dirlo, scandalosamente superficiale".



giovedì 21 aprile 2011

Istambul - Orhan Pamuk

L'autore racconta se stesso e la città in un libro pieno di foto.
Io credo, personalmente, che la realtà si comprenda meglio attraverso la finzione e che queste forme di confessione non siano del tutto efficaci. Insomma: di Pamuk preferisco le storie alle cronache.

Del resto fra i privilegi che offre il Nobel c'è anche quello di poter scrivere ciò che si vuole.


Viviendo del cuento - Juanjo Saez



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