lunedì 10 ottobre 2011

Contro il governo dei peggiori - Michelangelo Bovero


Il mio amico - quello colto - mi ha regalato questo libro, presentandomelo come un libro "utile". Io mi sono avvicinato alla lettura con il timore reverenziale dovuto a un testo di filosofia politica. Sono stato - neanche a dirlo - molto sorpreso: innanzi tutto perché l'ho capito senza troppe difficoltà, poi perché è veramente un testo pratico, un libro da consultare. Il sottotitolo è chiarificatore: "una grammatica della democrazia", e come una grammatica scolastica spiega cos'è la democrazia, cosa significa, come si può declinare, quali verbi o aggettivi le si possono accostare e quali no; cosa significa votare, la differenza fra libertà e autonomia; il tutto senza servirsi di esempi espliciti ma citando occasionalmente Bobbio, del quale Bovero è stato uno stretto collaboratore, o i classici greci e romani. Poi se qualche malizioso ci vuole vedere dei riferimenti chiari alla situazione attuale è solo colpa sua... 


venerdì 7 ottobre 2011

Autobiografia del Blu di Prussia - Ennio Flaiano


Da una decina d'anni alcune case editrici -soprattutto Adelphi e Bompiani- stanno pubblicando o ripubblicando tutto il materiale di Flaiano che riescano a trovare, seppure eterogeneo e in molti casi incompiuto. Molti sono scandalizzati da questo affanno dettato da ragioni commerciali. A me non sembra una pratica cannibalistica: le edizioni sono belle, il materiale prezioso. Una qualsiasi di queste raccolte di Flaiano è un serbatoio inesauribile per romanzi, film, cortometraggi, farse, canzoni,... c'è l'imbarazzo della scelta.

La serietà è apprezzabile soltanto nei fanciulli. Negli uomini saggi è il riflesso della rinuncia.


venerdì 30 settembre 2011

Una questione privata - Beppe Fenoglio


Ringrazio i miei professori di scuola per non avermi mai fatto leggere questo libro e di avermelo così preservato dall'acido dell'obbligo. E tuttavia rimpiango di averlo letto solo ora. Questo libro è perfetto per accendere la passione in un giovane lettore. C'è tutto: ragazzini di sedici anni indipendenti che fanno la guerra e sparano con armi vere e ammazzano. E nessuno mette in dubbio la maturità dei loro sentimenti. C'è l'amore per la letteratura e per la musica. I dischi americani. Un trio amoroso nella piú classica delle tradizioni letterarie.  E poi ci sono le Langhe che sembrano il West, ma più belle ancora, più inospitali e fredde e con la nebbia (che nel west non sanno neanche cosa sia). E poi c'è la Resistenza, il dolore ma anche la certezza rara di distinguere il bene dal male. 
Tutto questo scritto con una lingua strana, indefinibile, tutt'altro che locale (non c'è dialetto) eppure quotidiana, una specie argot internazionale che, insieme agli pseudonimi (Milton, Jack, Hombre,...), rende la storia immortale.

Leggendo Hemingway non posso fare a meno in alcuni punti di sentire una profonda lontananza, di intravedere  dietro le parole il turista americano. In Fenoglio non c'è lontanaza.



martedì 27 settembre 2011

Il mondo nuovo - Aldous Huxley


Perché nessuno mi aveva detto di leggere Il mondo nuovo? Mi suonavano il nome dello scrittore e anche quello del romanzo, ma non tanto quanto quelli di Orwell, o di Farenheit 451. Eppure questo romanzo è del 1932 e parla di una società assolutistica basata sul conformismo e sul consumo. Un po' come quella di 1984, ma con una fondamentale differenza: qui non ci sono "cattivi", non c'è il grande fratello. Il fine ultimo della società è il piacere e per raggiungerlo si eliminano l'individualismo e i vincoli di dipendenza diretta, primo fra tutti quello materno. Gli eseri umani vengono riprodotti industrialmente e divisi in caste rigide e condizionati fin dalla nascita (anche da prima, in realtà!) grazie a stimoli fisici e psicologici. Il tutto è descritto con un cinismo senza pari e con grande attenzione ai dettagli tecnici  - Huxley, oltra che scrittore, era biologo. Perfino il protagonista della storia, quello che inevitabilmente si troverà a mettere in dubbio i pilastri del Nuovo mondo, non è un eroe o un malvagio rinsavito come Montag di Farenheit: è un meschino e un vigliacco, uno che aspira a conformarsi e ad avere  piú donne possibile.
Vero colpo di genio sono i nomi dei personaggi, presi liberamente fra grandi capitalisti e grandi socilaisti: Bernardo Marx, Benito Hoover, Lenina Crowne,...


giovedì 22 settembre 2011

Storia dei normanni - R. Allen Brown


Storia dei normanniLa storia illuminante di un popolo che dal nulla si è costituito nazione e ha stravolto la storia d'occidente.

Non avevo molto chiara la parabola normanna. Un popolo nordico, scandinavo, si insedia nel nord della Francia, nel 911 fonda la Normandia un po' a spallate un po' in virtù di matrimoni eccellenti. Col tempo - poco in verità - si francesizzano, diventano cittadini e cavalieri, anzi il concetto di cavalleria nasce con loro. Dopo un secolo la Normandia risulta troppo stretta, soprattutto per un sistema feudale dove ogni onore era destinato al primogenito e poca cosa rimaneva per gli altri - numerosi - figli. Inizia la fase dell'espansione: 1066 la battaglia Hastings, il normanno Guglielmo il conquistatore fa onore al suo nome, conquista l'Inghilterra e dà il via a a quell'intreccio di guerre franco inglesi che dureranno fino a Waterloo e oltre. 
Più interessante ancora è la conquista dell'Italia meridionale. Al principio dell' XI secolo i religiosissimi normanni attraversano l'Italia alla spicciolata diretti verso i luoghi di pellegrinaggio. Stupiti dalla mancanza di spina dorsale delle popolazioni locali, soggette alle scorribande dei saraceni e dei greci bizantini, si propongono in tutte le corti come guardie del corpo. Gli italiani affascinati da questi pennelloni biondi, cristiani ferventi e terribili guerrieri, gli concedono ogni cosa e loro in poco tempo  ogni cosa  si prendono. A metà del secolo sono padroni incontrastati dei più importanti regni del sud. Negli anni sessanta del secolo invadono la Sicilia, scacciano gli "infedeli" e inventano il concetto di guerra santa.  Da lì a poco saranno i veri protagonisti della prima crociata in Terra Santa.
A questo punto la storia dei normanni si perde fra quelle dei popoli europei proprio grazie alla loro straordinaria capacità di integrarsi in qualsiasi contesto, addirittura nei sontuosi palazzi arabeggianti della Sicilia. Dietro di loro lasciano una serie di poderosi castelli, conventi e chiese, molto simili fra loro, cicli cavallereschi, le storie dei Pupi siciliani e una serie incredibile di nomi dal sapore nordico ed eroico come Rollone, Boemondo, Sichelgaita....


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